The energy guy

“Ah, you must be the energy guy!” mi disse Iris mentre aspettavamo l’auto che ci avrebbe riaccompagnati in hotel. Era arrivata nella piccola città malese dalla casa madre europea per un’attività di team building e durante la giornata le avevano parlato di me che già da alcuni giorni stavo lavorando con il team interno sull’analisi dei consumi energetici, alla ricerca di soluzioni per ridurre gli sprechi. 

La definizione piacque e divenne il mio appellativo per tutta la settimana, cene di lavoro comprese. Ormai ero ‘the energy guy’ per tutti.

Una definizione semplice, lineare, diretta e soprattutto risolutiva per la mia difficoltà di spiegare in poche parole il mio ruolo. Una definizione che non entra nel dettaglio, ma finalmente mi permette di definire in modo conciso il mio lavoro.  

Avete presente l’efficacia di

“I am the energy guy”

o “Sono il tizio dell’energia” rispetto a “Sono colui che fa risparmiare denaro ai propri Clienti cambiando il modo in cui utilizzano l’energia” oppure “Mi occupo di efficienza energetica, cioè trovo soluzioni per consumare meno energia a parità di produzione”? Queste spiegano sicuramente meglio i risultati che si possono raggiungere con una buona gestione degli aspetti energetici, ma sono noiosissime! 

I’m the energy guy! cosa faccio a proposito di energia c’è tempo per spiegarlo quando ci addentriamo nel dettaglio della mia attività.

Quando si parla di energia cerca the energy guy!

Visione e azione

Una visione senza un’azione non è che un sogno, un’azione senza una visione non è che una penosa incombenza, una visione con un’azione sono la speranza del mondo.

In una chiesa del Sussex  –  1730 circa

Come meglio riassumere il punto di vista di chi si occupa di efficienza energetica con la convinzione, per non chiamarla presunzione, di fare qualcosa di utile per il nostro futuro?

Abbiamo la visione del risultato a lungo termine, abbiamo la voglia di studiare, aggiornarci, sperimentare nuove tecniche, immaginare soluzioni che ci permettano di continuare ad ottenere gli stessi risultati a fronte di un consumo di energia inferiore. Ma a nulla servirebbe tutto questo nostro impegno se non corroborato dalla messa in atto degli interventi individuati e dalla dimostrazione della loro reale efficacia.

Ci sentivamo un po’ sognatori prima delle scadenze 2015 sulle Diagnosi per i soggetti obbligati. Ci eravamo illusi che il risultato dell’obbligo di diagnosi energetica portasse anche alcuni nostri Clienti a toccare con mano le possibilità che abbiamo davanti a noi. Superata quella scadenza ci dicevamo che più fossimo stati bravi a identificare e rendere appetibili e sostenibili le attività proposte, tanto più avremmo reso probabile l’azione mirata ad avviare un ciclo virtuoso.

Dopo tre anni mi sembra che in gran parte le aspettative siano rimaste sospese nel vuoto, credo che la nostra visione solo in una percentuale ridotta di casi si sia materializzata in una serie di azioni convinte ed efficaci.

Un’occasione persa? Può essere, sicuramente rimandata; ma la visione non scompare e ci guida ancora nella nostra attività quotidiana. Riusciremo a diffonderla ed a stimolare l’azione. Continuiamo a credere di fare qualcosa di utile per il nostro futuro!